Il termine deriva dalla traduzione non letterale del concetto europeo di fuel poverty. Al concetto consegue però una situazione che si è venuta ad aggravare sull’intero panorama europeo. Le principali cause sono legate da un lato all’aumento del costo dei combustibili e di conseguenza delle bollette energetiche, dall’altro alla diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie. La crisi economica ha significato inoltre la perdita di numerosi posti di lavoro e di conseguenza ha esposto un numero maggiore di famiglie al rischio di precarietà energetica. In Italia man cano studi sul fenomeno e manca addirittuara la definizione precisa. Alcune stime non ufficiali evidenziano un potenziale rischio per 5 milioni di famiglie. Ovviamente la mancanza di analisi del fenomeno determina anche la mancanza di soluzioni e strategie atte a diminuirne il disagio e gli effetti.

In Inghilterra, ad esempio, si definiscono in condizione di fuel poverty i nuclei famigliari con un rapporto tra la spesa energetica e il reddito superiore a 1/10. Sempre in Inghilterra, dove sono circa 5 milioni le famiglie in tale situazione, sono state intraprese azioni e interventi alleviativi da parte del Ministero della Salute, poiché ci si è resi conto che esista un rapporto proporzionale tra la precarietà energetica (che comporta la mancanza di condizioni salubri all’interno dell’alloggio) e la salute della popolazione. Alcuni programmi inglesi prevedono interventi mirati alla popolazione anziana, con campagne informative presso le strutture ospedaliere. Anche in Spagna il tema è indagato in maniera approfondita e si è calcola che almeno il 9% della popolazione non è in grado di mantenere una temperatura adeguata all’interno dell’alloggio. Un articolo del principale quotidiano spanolo ha evidenziato come la Spagna e il Portogallo siano i paesi europei con la maggiore mortalità invernale a causa della precarietà energetica, nonostantela temperatura media invernale sia di 6,5° contro i – 3,5° della Finlandia.

Il progetto Energy Ambassador vuole pertanto essere da un lato una modalità di confronto tra le iniziative intraprese in Europa sul tema della precarietà energetica dall’altro fornire un piccolo contributo per alleviare questo tipo di disagio. Le misure che si possono intraprendere hanno due sole possibili strade: da un lato tentare di massimizzare il reddito in forma di aiuto delle famiglie meno abbienti, dall’altro terntare di diminuire la spesa energetica, attraverso modalità di risparmio energetico tra le mura domestiche. Nei capitoli successivi, infatti, si presenteranno alcune indicazioni di risparmio energetico in casa.